|
CLASSICA - OTTETTO CARPE DIEM |
|
CHI SONO: Erika Gudini : Oboe Gianluca
Piomboni : Clarinetto Luca Nocentini : Clarinetto Stefano
Rocchi : Fagotto Paola
Ciacchini : Fagotto Maurizio
Cenni : Corno Filippo
Zambelli : Corno Gianluca
Dioni : Oboe
L’ottetto “Carpe Diem” è composto da musicisti provenienti dal Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze e dalla Scuola di Musica di Fiesole, che nonostante la giovane età hanno alle spalle una solida attività concertistica. Affermatisi singolarmente in concorsi nazionali ed internazionali, hanno deciso di convogliare nell’attività cameristica sia le loro esperienze individuali di studio e perfezionamento (maturate nell’ambito di prestigiose istituzioni musicali quali Scuola di Musica di Fiesole, Accademia Chigiana di Siena, Accademia di Alto Perfezionamento di Saluzzo, Accademia Nazionale di S. Cecilia di
Roma, Accademia Internazionale Superiore di Musica “L. Perosi” di Biella) che quelle in Orchestra (R.A.I. di
Roma, O.R.T. Orchestra della Toscana, Orchestra Giovanile Italiana, I Fiati di Parma, Orchestra Sinfonica di S. Remo, Teatro Bellini di Catania, Teatro del Giglio di Lucca, Orchestra da Camera Fiorentina, Florence Symphonietta, Orchestra Sinfonica di Grosseto). Per queste formazioni, che operavano generalmente all'aperto, è stata scritta una notevole quantità di musica di consumo, ovviamente piacevole ed in genere molto raffinata, (basti pensare ai capolavori assoluti di Mozart e Beethoven) che spesso attingeva dal repertorio operistico, come testimonia la trascrizione della sinfonia dall’Italiana in Algeri di Rossini ad opera del clarinettista e compositore boemo Wenzel Sedlak (1776-1851) che verrà eseguita in conclusione del concerto di questa sera. Una nota a parte merita la Parthia (partita) in si bemolle: questa composizione, dapprima considerata come una versione successiva, ridotta e non autografa della più celebre serenata k361 per tredici strumenti “Gran Partita” di Mozart, in seguito a una più attenta analisi, da parte di alcuni studiosi, della struttura e dello stile compositivo, sembra in realtà essere stata composta proprio da Mozart e successivamente riutilizzata come base per il primo, il secondo, il terzo ed il settimo movimento della “Gran Partita”. Questa teoria è supportata dal fatto che molto tempo prima che la versione per tredici strumenti fosse stampata nel 1803 e prima del 1800, quando la partitura venne ritrovata tra gli autografi mozartiani, la Parthia godeva di ampia diffusione già dal 1790. Esempio di programma eseguito dall'ottetto:
W. A. Mozart (1756-1791) Serenata in mi bemolle maggiore K. 325
Allegro maestoso
L. van Beethoven (1770 – 1827) Rondino in Mi b
W. A. Mozart
(1756 – 1791)Parthia in si bemolle maggiore KV 361 (370a)/Anh 182
PER CONTATTI : email casentinomusica oppure ottetto carpe diem |